Settembre: la dolcezza dell’albero della vita …

Quando arriva il mese di settembre, si ha sempre un po’ di malinconia … sta finendo l’estate, ricominciano tutte le varie attività scolastiche e lavorative, la frenesia, il tempo che corre e non basta mai.

Però settembre è un mese dolce, perché il clima è ancora tiepido e si può quindi godere del mare, i colori sono ancora caldi anche se stanno sbiadendo un po’; e poi la natura ci dona la sua dolcezza con bontà come uva, pere e mele nuove e poi … fichi, questi bellissimi boccioli a forma di cuore dolcissimi che ci ammorbidiscono le giornate.

Il fico è una pianta antichissima, originaria dell’area del Mediterraneo, che fornì uno dei primi e pochi alimenti per la sopravvivenza dei popoli … già addirittura prima di cereali e legumi! Perché non avevano bisogno di essicazione per poter esser consumati (anche se il fico secco ha il suo perché!) .

In Grecia era un cibo riservato solo agli dei, e le loro piante vegetavano tranquille sulle più alte cime dell’Olimpo, in modo tale che gli umani non potessero arrivarci, fu poi per gentile concessione della dea Demetra che, donandone alcune piante all’eroe Fitalo, ne permise la conoscenza e dunque la coltivazione.

Gli ellenici dedicarono poi la pianta a Dioniso, dio della FECONDITA’ e dell’UBRIACHEZZA, ed a Priapo, che invece proteggeva la SESSUALITA’; addirittura furono stipulate delle leggi che ne impedivano l’esportazione e istituito un corpo speciale di controllori che avevano il compito di individuare i contrabbandieri.

Veniva si consumato come cibo, ma utilizzato anche come medicina per via interna (il frutto era noto per dare forza e vigore all’intelligenza e per curare i disturbi della gola) ed esterna (da sempre infatti sono note importanti ricette per la cura delle rughe, delle macchie della pelle e delle infiammazioni cutanee; tra i rimedi della nonna contro le verruche si annovera ancora oggi l’uso del latte di fico!).

Legato alla religione cattolica, non si può infatti non citare la foglia di fico che coprì il peccato di Adamo, nell’episodio della Genesi, ma anche alla tradizione popolare: non vi era casa di campagna che non avesse accanto un albero di fico piantato, come simbolo di fecondità e per la generosità dei suoi frutti; ed inoltre chi si doveva spostare da un podere all’altro portava sempre dietro a se una talea di fico particolarmente produttiva.

È un albero per la famiglia e quindi molto adatto da piantare nel giardino di casa, non ha bisogno di particolari cure, è bello resistente, non ha tanti nemici e non necessita di potature. Ci permette quindi di godere durante il suo mese per eccellenza dei suoi frutti che sono molto delicati e si conservano pochissimo, ma che si possono gustare in qualsiasi preparazione dolce o salata che sia, ma la migliore resta sempre l’assaggio durante la raccolta.

Grazie dolce Settembre!

Ricetta mese di settembre con i fichi

Manu.

 

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